Mascherina obbligatoria per tutti: riflessioni sul “volto coperto”

Quello della mascherina obbligatoria è un aspetto che ci tocca da vicino.

La regione Piemonte, infatti, ha annunciato che renderà obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno per proteggersi dal coronavirus, come in Lombardia.

Lo ha riferito la Regione stessa con un comunicato stampa in cui sostiene che l’obbligo potrebbe entrare in vigore il 4 maggio, giorno in cui secondo le informazioni circolate negli ultimi giorni dovrebbe iniziare una parziale riapertura delle aziende in diverse Regioni italiane.

Saremo quindi tutti costretti a spostarci con il volto coperto?  

E' ovvio che il pensiero corre subito al problema della sicurezza, dato che, prevedibilmente, per le strade, nei negozi, negli uffici pubblici incontreremo migliaia di persone non immediatamente riconoscibili.

In Italia, si badi bene, "E’ vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo" (Legge 22 maggio 1975, n. 152).

Nell’interpretare i confini del “giustificato motivo” sarà necessario, allora, bilanciare gli interessi in gioco, considerato anche l'Oms, con una nota del  6 aprile, ha ribadito , in sintesi, che le mascherine sono utili per non diffondere il virus se indossate da persone malate e sono indispensabili per gli operatori sanitari, ma invita alla cautela rispetto all’uso generalizzato, sottolineando che non ci sono sufficienti prove scientifiche del fatto che le mascherine aiutino una persona sana a evitare l’infezione e ammonendo sul falso senso di sicurezza che potrebbero infondere.

Senso che, a nostro parere, verrebbe certamente vanificato se il volto coperto, in alcuni casi, sarà finalizzato alla commissione di reati.

 

 

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